Impianto elettrico a norma

dichiarazione di conformità e progetto

Speciale promozione: ristrutturazione impianto elettrico

UN IMPIANTO ELETTRICO OBSOLETO NON A NORMA PUO' ESSERE CAUSA DI INCENDIO E DI MORTE

Secondo le statistiche gli impianti non a norma in Italia sono oltre dodici milioni e ogni anno vi sono oltre 45.000 incidenti domestici tra cui anche mortali.

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Da oggi puoi avere il tuo impianto elettrico sicuro e a norma

Un IMPIANTO ELETTRICO può essere considerato A NORMA di legge se certificato dalla dichiarazione di conformità.

La dichiarazione di conformità è quel documento nel quale l’ elettricista (abilitato e regolarmente iscritto al registro delle imprese), attesta la messa in regola di un impianto. (Decreto Ministeriale 37/2008)

Vediamo però quali sono le caratteristiche che un impianto elettrico deve possedere per poter essere considerato un impianto a norma

Nel caso di un immobile non a norma e Tutti gli interventi “Fai da te”, operati da personale non qualificato, non hanno alcun valore a norma di legge e sono puniti con sanzioni amministrative fino a 10.000€.

Nel caso in cui il malfunzionamento dell’impianto (es. incendi o infortuni) arrechi danni a terzi sono previste sanzioni penali per il commissionario ed il committente.

** Impianto realizzato dopo il 2008 con obbligo di certificato di conformità (non è più possibile fare dichiarazioni di rispondenza).

** Impianto realizzato prima o dopo il 1990 rimane un impianto possibilmente pericoloso, quindi e’ sconsigliato il suo utilizzo senza prima aver eseguito un minimo rifacimento dell’ impianto.

SALVAVITA

Uno dei fattori che distingue un impianto in regola da uno non a norma è la presenza del salvavita.

Il salvavita, o interruttore differenziale, è quel dispositivo che interrompe il flusso elettrico sia nel caso di dispersione elettrica che di folgorazione.

Tale strumento quindi è necessario per mettere in sicurezza gli immobili e soprattutto le persone che li abitano da incendi, shock elettrici ed incidenti domestici di vario tipo.

INTERRUTTORI MAGNETOTERMICI

Per proteggere gli inquilini dell’immobile dalle conseguenze di un cortocircuito o di sovracorrente, è fondamentale che accompagnino gli interruttori differenziali.

SEZIONE DEI CAVI

E’ importante che il diametro dei cavi utilizzati sia bilanciato sulla portata dell’impianto. Maggiore la potenza richiesta, maggiore sarà la sezione dei cavi necessaria a ridurre il rischio di dispersione di energia.

SUDDIVISIONE DELL’IMPIANTO ELETTRICO

Nel caso di incidenti, cortocircuiti o incendi può essere necessario isolare la parte dell’impianto che accusa il malfunzionamento.

Quindi è indispensabile sezionare l’impianto elettrico in più parti in modo che sia possibile regolare l’afflusso di energia localmente.

MESSA A TERRA

La messa a terra, o messa a massa, è quel dispositivo che permette di portare un elemento allo stesso potenziale elettrico del terreno.

Questa strumento è necessario per disperdere nel terreno il flusso elettrico fuoriuscito da un impianto: può succedere che un cavo scoperto entri in contatto con un elemento metallico.

Affinché la messa a terra funzioni correttamente è necessaria la presenza del salvavita o interruttore differenziale.

In tutti gli altri casi il tuo impianto per la legge non è a norma (quindi ad esempio non può essere affittato o venduto).

LE CARATTERISTICHE MINIME DI UN IMPIANTO ELETTRICO A NORMA

“sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all’origine dell’impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”

Vediamo cosa vogliono dire uno per uno i termini utilizzati qui sopra dalla legge (6 comma 3 del d.m. 37/2008).

SEZIONAMENTO

l’impianto deve essere sezionato, cioè diviso in più linee. La norma CEI attualmente in vigore prevede vari livelli di sezionamento dell’impianto riferiti sia alla dimensione dell’immobile che al livello di evoluzione dell’impianto che si vuole realizzare.

Diciamo che come minimo sarebbe necessaria una linea prese e una linea luci.

Il sezionamento non è uno sfizio per complicare le cose ma ha una ragione pratica: serve per fare in modo, in caso di guasti, di poter intervenire su una parte dell’impianto mentre il resto continua a funzionare.

PROTEZIONE CONTRO LE SOVRACORRENTI

Per sovracorrenti si intende quando gli apparecchi collegati ad un impianto chiedono più potenza di quella che l’impianto può fornire.

In questi casi l’impianto va in sofferenza per sovraccarico elettrico, generalmente riscaldandosi, fino ad arrivare nei casi più gravi ad un cortocircuito (= fuoco).

Le protezioni contro le sovracorrenti sono degli interruttori magnetotermici che, nel momento in cui avviene una richiesta di corrente maggiore di quanto ne può fornire l’impianto, stacca la relativa sezione dell’impianto.

L’interruttore magnetotermico si trova nel quadro elettrico e da esso partono le varie linee.

PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI

I contatti diretti avviene quando una parte del corpo umano viene a contatto con un conduttore in cui sta passando corrente elettrica. (= morte)

La protezione dai contatti diretti si ottiene rivestendo i conduttori con delle guaine isolanti oppure impedendo tramite barriere fisiche il raggiungimento.

PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI

I contatti indiretti sono i contatti diretti imprevedibili. i conduttori dell’impianto sono protetti ma tale protezione è deteriorata e ha lasciato scoperta una parte del conduttore, l’utente non può saperlo e venire accidentalmente in contatto con esso: questo è un contatto indiretto.

Un caso frequente è quando, a causa di un elemento deteriorato dell’impianto, un elettrodomestico (come la lavastoviglie) si carica di un potenziale elettrico.

Toccare questo dispositivo significa avere un contatto indiretto.

Per proteggersi da questo tipo di contatti il sistema ormai consolidato è l’impianto di messa a terra.

Oggettivamente trovarne uno in impianti di oltre 30 anni è qualcosa di realmente raro.

INTERRUTTORE DIFFERENZIALE
(corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA)

In questo caso la legge fornisce una soluzione alternativa all’impianto di messa a terra quando questo non può essere realizzato.

Abbiamo già detto che non è rara la situazione in cui, in condomini molto vecchi (30-40 anni), l’impianto di messa a terra condominiale a cui dovresti allacciare il tuo non sia presente.

In questo caso un interruttore differenziale (che stacca l’impianto quando percepisce un differenziale di corrente), se molto sensibile, può ovviare a tale problema.

Infatti prima di avere conseguenze nefaste un contatto indiretto può durare 0,17 secondi.

Un interruttore differenziale inferiore a 30mA dovrebbe essere abbastanza sensibile da riuscire a scattare in tempo in caso di contatto indiretto.

SEI OBBLIGATO A METTERE A NORMA IL TUO IMPIANTO? COSA DICE A LEGGE

In teoria, leggendo le varie leggi che si sono susseguite negli anni, tutti gli impianti elettrici installati nelle case italiane dovrebbero obbligatoriamente già essere a norma.

il D.M. 37 del 2008 enuncia: «Il PROPRIETARIO dell’impianto adotta le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia», Quindi tu, in qualità di proprietario, devi fare in modo che il tuo impianto sia sicuro secondo le prescrizioni dalla legge, in sostanza deve essere a norma.

Ma non è tutto, infatti ci sono altri aspetti interessanti da evidenziare: ad esempio, sempre nello stesso articolo, si dice chiaramente che in caso di ALLACCIO DI NUOVA FORNITURA ELETTRICA devi consegnare il certificato di conformità entro 30 giorni, altrimenti il fornitore ti deve tagliare la linea.

E infine all’articolo 9 leggiamo: «Il CERTIFICATO DI AGIBILITÀ è rilasciato dalle autorità competenti previa acquisizione della dichiarazione di conformità di cui all’articolo 7, nonché del certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.» Io la leggo così: se l’impianto elettrico di casa tua non è a norma, casa tua non è agibile.

Ci sono però altri due casi che vorrei analizzare velocemente: la LOCAZIONE e la COMPRAVENDITA di immobili.

Cosa succede se la casa che affitti non ha l’impianto a norma? E cosa succede se la casa che vendo non ha l’impianto a norma? Quando affitti un immobile ne continui ad essere il proprietario, quindi hai comunque tutti gli obblighi ad esso connessi, tra cui, abbiamo visto, avere un impianto elettrico a norma. Insomma, in quanto locatore, sei formalmente obbligato a dare un appartamento con impianto a norma.

Vendere un appartamento: l’impianto elettrico deve essere a norma?

Se devi vendere una vecchia casa con un impianto elettrico obsoleto, l’acquirente potrebbe richiedere l’annullamento del contratto o la diminuzione del valore del bene venduto, in ogni caso devi avere e consegnare al notaio tutte le certificazioni compresa la conformità degli impianti.

Concludiamo con i tre punti essenziali che devi rispettare nel valutare e mettere a norma il tuo impianto elettrico:
** PUNTO 1: chiedi il sopralluogo di un professionista
** PUNTO 2: chiedi i costi di messa a norma e di rifacimento
** PUNTO 3: pretendi la dichiarazione di conformità

I REALI PERICOLI DI UN IMPIANTO ELETTRICO OBSOLETO

I pericoli di vivere in una casa con un impianto elettrico obsoleto sono spesso sottovalutati dagli inquilini.

Prima di parlarti approfonditamente della messa a norma dell’impianto elettrico voglio elencarti alcuni rischi a cui stai sottoponendo te e la tua famiglia ogni giorno che rimandi questo intervento.

APPARECCHIATURE ELETTRICHE E ELETTRONICHE ROVINATE

Una caratteristica tipica degli impianti non a norma è non avere protezione dagli sbalzi di tensione o da surriscaldamenti dovuti ad eccessiva richiesta di corrente.

Una statistica ci dice che il 70% dei guasti delle apparecchiature di casa è causato da sovratensioni di natura atmosferica (un fulmine) o causate dall’ente erogatore dell’energia, nei confronti di cui mancano le adeguate protezioni.

Il risultato in questo caso è che magari casa tua non brucia, però salta il computer da mille euro, la televisione led da 60 pollici, il forno multifunzione ventilato, la lavatrice-asciugatrice da 6kg.

Basta un solo colpo ben assestato che potresti dover buttare via migliaia di euro di apparecchiature elettroniche.

RISCHIO FOLGORAZIONE

la folgorazione è una delle morti domestiche più frequenti.

Ed è causata quasi sempre da impianti elettrici non a norma.

I motivi sono sostanzialmente due:
** Mancanza di un impianto di messa a terra (contatti indiretti)
** Parti in tensione scoperte (contatti diretti)

Se l’impianto elettrico di casa tua ha più di trent’anni la possibilità che ci sia un impianto di messa a terra in casa è realmente risibile.

E allo stesso modo la probabilità che sia composto da componenti con parti in tensione di facile raggiungimento è elevata.

Un’altra cosa da sottolineare è l’alta probabilità che il condominio in cui si trova il tuo appartamento non abbia un impianto di messa a terra, in questo caso ti consiglio di sollecitare l’amministratore ad adeguarsi facendogli capire che se succede qualcosa ci va di mezzo lui per primo.

INCENDIO

Impianto non a norma = cavi sottodimensionati rispetto alle attuali esigenze e sistemi di protezione degli stessi (guaine plastiche), troppo sottili, cotte (bruciacchiate) o rotte.

Inoltre probabilmente non c’è il cosiddetto “salvavita” (interruttore differenziale) oppure non è abbastanza sensibile.

Il risultato di tutti questi componenti, in caso di molti apparecchi collegati ed elevata richiesta di corrente è: prima il surriscaldamento dei cavi, seguito dalla completa bruciatura delle guaine, cortocircuito e per finire il fuoco.

LA DIFFERENZA TRA RIFACIMENTO E MESSA A NORMA DELL’IMPIANTO ELETTRICO

Quando parliamo di RIFACIMENTO DELL’IMPIANTO ELETTRICO stiamo parlando di una vera e propria sostituzione totale con tutto ciò che ne consegue:

1. Rimuovere totalmente tutto ciò che attualmente compone l’impianto elettrico: quadro elettrico, le dorsali, le cassette di derivazione, i tubi, i cavi elettrici, i frutti e le placche.

2. Rifare tutti gli elementi che abbiamo appena elencato riprogettando ex-novo l’impianto e soprattutto adeguandosi totalmente alla norma tecnica attualmente in vigore.

Il rifacimento dell’impianto elettrico richiede sempre l’esecuzione di opere di muratura, è considerato un intervento di manutenzione straordinaria.

Quando parliamo di MESSA A NORMA DELL’IMPIANTO ELETTRICO:

interveniamo su un impianto esistente sostituendo e integrando quegli elementi ormai vetusti che consentono di metterlo in sicurezza secondo i parametri minimi richiesti dalle leggi attuali.

Quando effettui una messa a norma alla fine ti ritrovi con il sostituire quasi tutto, però non cambi la posizione di prese e interruttori, non aumenti il numero di linee e non sostituisci i tubi all’interno del muro dentro cui passano i cavi (anzi li riutilizzi).

Si tratta di lavori molto meno invasivi e sicuramente molto più economici, ricadono all’interno della manutenzione ordinaria.

Decidere per la semplice messa a norma dell’impianto elettrico, invece che per il totale rifacimento, da un lato significa:
** meno caos in casa durante i lavori di realizzazione
** la certezza di ottenere un impianto sicuro (se lo fai fare ad un professionista naturalmente!)

Ma dall’altro comporta:
** non avere un impianto realmente adeguato alle tue esigenze
** trovarsi con un impianto difficilmente espandibile se non con altri lavori che a quel punto si riveleranno essere invasivi
** rassegnarsi ad una durata inferiore dell’impianto perché le esigenze e richieste degli apparecchi elettrici stanno mutando e aumentando in continuazione mentre l’impianto sarà dimensionato all’epoca della sua originaria realizzazione

Perché scegliere la messa a norma e non il rifacimento? Dal mio punto di vista i motivi sono solo due:
** Minori disagi
** Costi nettamente più bassi

Naturalmente se stai RISTRUTTURANDO casa la messa a norma non devi nemmeno prenderla in considerazione.

LA NOSTRA PROPOSTA

Verifica del tuo impianto elettrico

IMPIANTO ELETTRICO A NORMA SECONDO CEI 64-8 v3, livello 1 "plus"

LIVELLO 1 è il livello minimo per cui un impianto possa essere considerato a norma (l’abitazione dal rischio di incidenti domestici dovuti al malfunzionamento dell’impianto elettrico ma significa anche garantire un’erogazione di energia costante e quindi un’ottimizzazione del ciclo di vita).

Il livello 1 prevede: un numero minimo di punti-prese e punti-luce in funzione della metratura o della tipologia di ogni locale dell’appartamento; un numero minimo di circuiti in funzione della metratura dell’appartamento; almeno 2 interruttori differenziali al fine di garantire una sufficiente continuità di servizio.

Con in più l’installazione di dispositivi per la protezione e la sicurezza della casa quali il VIDEOCITOFONO, L’ANTI-INTRUSIONE (ALLARME E VIDEOSORVEGLIANZA) e sistema di CONTROLLO CARICHI (evitare il superamento della potenza contrattuale e il cosiddetto “salta il contatore”) e qualche funzione DOMOTICA SMART.

IL PROGETTO DELL' IMPIANTO ELETTRICO

Il Decreto Ministeriale n.37/08 ( Ex Legge 46/90 ) si applica a tutti gli impianti elettrici, TV ed elettronici interni compresi gli impianti elettrici esterni , quando sono estensione di impianti interni.

Il progetto dell’ impianto elettrico è sempre obbligatorio.

Il progetto deve essere redatto da un professionista iscritto all’albo (perito industriale o ingegnere) sia per le nuove installazioni che per trasformazioni o ampliamento, quando superano i seguenti limiti :
** Potenza contrattuale superiore a 6 kW (6kW = oltre i 75 m²)
** Nei locali adibiti a civile abitazione o aeree condominiali con superficie superiore a 400 m2
** Nei locali adibiti ad attività produttiva, commercio, terziario ed altri usi con superficie superiore a 200 m2
** Nei locali ad uso medico (ambulatori, fisioterapie, centri estetici, ecc.)
** Nei locali a maggior rischio in caso di incendio
** Nei locali con pericolo di esplosione
** Alimentati con cabina di trasformazione MT/BT
** Negli edifici dove e’ presente un impianto di protezione contro i fulmini

In tutti i casi dove è previsto l’obbligo di progetto dell’impianto elettrico, il progetto deve essere esteso anche all’impianto TV ed agli impianti elettronici in genere.

VERIFICHE PERIODICHE IMPIANTI ELETTRICI

In caso di locali adibiti a studio medico, nei cantieri o dove c’è maggiore rischio di incendio o esplosione, le verifiche vanno eseguite ogni 2 anni.

In alternativa il periodo di riferimento è di 5 anni.

I VANTAGGI

I controlli periodici agli impianti elettrici hanno lo scopo di ridurre infortuni, danni agli impianti e agli immobili, pericoli di incendi e disservizi vari.

Un impianto in buone condizioni è:
** Affidabile – una corretta manutenzione riduce i disservizi e le probabilità di guasto.
** Sicuro – i rischi dell’elettricità non vanno mai sottovalutati. Un impianto elettrico tenuto in buone condizioni annulla qualsiasi tipo di pericolo.
** Efficiente – soprattutto nei luoghi di lavoro, il corretto funzionamento dell’impianto elettrico garantisce la produttività.
** Longevo – le verifiche periodiche sull’impianto preservano gli standard di sicurezza e funzionalità, consentendo interventi e nuove soluzioni in caso di anomalie.

Ciò garantisce un aumento della vita dell’impianto.

vantaggi

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